Inviato il 08-07-2008
Archiviato in (Senza categoria) da Francesco

Siamo stati conhtattati dal noto Forum del settore IT “hostingtalk.it” per sottoporci alcuni questiti creati per dar luogo ad un sondaggio online, di seguito le loro domande e le nostre risposte:
1. “Come sta andando il mercato italiano e quale è la tua visione come provider?”
- La situazione e’ piuttosto drammatica. Come un po’ per tutto nel Bel Paese, c’e’ un grosso sbilanciamento: La maggior parte dell’utenza, purtroppo anche in quella porzione di classe dirigente che dovrebbe occuparsi dell’IT, non ha una chiara visione d’insieme delle possibilita’ che Internet offre. Questo porta ad un grande spreco di energie in mini-progetti sviluppati con una filosofia “tarallucci e vino”, che vanno poi ad arenarsi per scarso successo. La rimanente fetta della torta e’ composta anche di quelli che possiamo definire “astri del mercato”, i quali non gradiscono investire nel consumatore italiano, ormai sfiduciato dalla situazione appena descritta. Se a questo aggiungiamo il fenomeno di impigrimento collettivo che ci affligge (e non parlo solo dei reparti informatici), beh, il risultato lo vediamo tutti.

2. “Vi è stata una crescita o una flessione nelle vendite e nelle richieste?”
- Nonostante la situazione appena descritta, in questi due ultimi anni c’è stato un incremento nelle vendite e nelle richieste sia italiane che estere, quest’ultime anche se un po’ timide, sfatano in modo plausibile il fatto che in Italia si diano servizi di scarso tenore tecnico ed alle quali teniamo in particolar modo come biglietto da visita per ricordarci di tanto in tanto che anche noi italiani siamo presenti.

3. “Quali sono oggi le principali richieste dei vostri clienti, in termini di affidabilità, assistenza e soluzioni tecnologiche?”
- Le tecnologie di authoring ormai si sono uniformate: poca gente si inventa gli strumenti che impieghera’, quindi la “massa” della clientela ci sottopone requisiti che sono imposti da scelte operate a priori (basta pensare allo spopolare di CMS/framework vari con un feature-set ormai standardizzato, da cui consegue la pletora di prerequisiti altrettanto standardizzati). In genere lo “sconfinamento tecnologico” avviene nel momento in cui i Project Manager della clientela (o chi, realta’ non strutturate, ne ricopre il ruolo) devono far sviluppare dei prototipi: in tal caso vengono richieste configurazioni custom. Paradossalmente, gli unici davvero costretti ad inventare qualcosa siamo noi: automatizzare i sistemi di erogazione dei servizi e’ come cercare di realizzare un maglione per qualcuno che ingrassa o dimagrisce al ritmo di un chilo l’ora e che lamenta allergie ai tessuti ogni mezza girnata. L’assistenza, specialmente quella telefonica, e’ la parte piu’ “umana”, forse quella che ti lascia piu’ bagaglio, ecco perchè ancora oggi resta prediletta dai clienti: ci sottopongono veramente di tutto; per noi funge anche da censimento e da vero e proprio termometro.

4. “Come vedi il futuro del mercato hosting a livello Italiano?”
- A mio modesto avviso si sta dividendo in due: quello delle mass-hosting companies e quello dei provider con pochi clienti di elite: girano voci su un parziale ritorno all’artigianato, e forse il provisioning non fa eccezione, in tal caso non resta che scegliere da che parte stare.

5. “Cosa manca in Italia e cosa invece riusciamo a offrire meglio di altri”?
- L’Italia, come sempre, costruisce eccellenti ingranaggi, ma e’ assolutamente incapace di organizzarsi per farci un eccellente motore, vuoi per situazioni politico-economiche, vuoi per mentalità generazionali arriviste a guisa di meteore, assetate di successo ma poco propense a progetti per il medio e lungo termine e più attente al raggiungimento di successi immediati che alla fine si dimostrano solo fuochi di paglia.

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