La tutela dei dati personali su Internet non è un timore per gli italiani. È quanto emerge dal Rapporto “VeDrò 2008: Copyright, privacy e property”, presentato dall’editore Alberto Castelvecchi e dalla sociologa Monica Fabris, durante la plenaria di apertura di “VeDrò l’Italia al futuro”, il network di Enrico Letta e Giulia Bongiorno che raccoglie oltre 400 rappresentanti della generazione dei trentenni italiani e che si è aperta a Drò (Trento). La ricerca, realizzata ad hoc per VeDrò, fotografa aspetti come lo stravolgimento del concetto di possesso da parte del popolo della rete. «Le violazioni del copyright – ha detto Alberto Castelvecchi – ed il fenomeno della pirateria ne sono dimostrazioni più che evidenti. Ma mentre il concetto di copyright ha 300 anni di vita, la condivisione del sapere è un concetto che ha origini antichissime: Aristotele e Machiavelli non vivevano delle royalties dei propri scritti, ma di reputazione, oggi diremmo di gettoni di presenza. Il potere di veloce accesso alla rete – ha aggiunto la Fabris – oggi è decisivo. La vera povertà oggi è quella digitale. Oggi più della metà della popolazione italiana è connessa».
«Vorremmo suggerire – ha concluso Castelvecchi – una parola chiave: condividuo: non libero individuo del ’900 in antitesi all’uomo-massa ma una persona che vive di ciò che scambia».