Crittografia e peer-to-peer in campo contro i cyberattacchi dei governi totalitari

Il dipartimento di Stato americano promuoverà lo sviluppo di tecnologie che consentono di aggirare la censura nei Paesi che attuano politiche repressive per l’accesso a Internet. In particolare alcuni senatori americani chiedono che vengano tolte le restrizioni che oggi impediscono di versare questi fondi a servizi aggira-censura come Tor, Freegate e Psiphon. Fra gli altri, Tor è senza dubbio il più maturo e affidabile.

IL POTERE DEGLI ISP – Quando viene messa in atto la censura online non sono solo i governi ad agire. La catena di relazioni tra i soggetti in gioco è semplice e vale per tutti, anche per noi italiani. Gli utenti sono vincolati a scegliere un Isp (Internet Service Provider) fra quelli localmente disponibili. Gli Isp sono strettamente vincolati dalle leggi dello Stato nel quale operano e quindi anche alle eventuali censure segnalate. Per esempio se un governo decide che un dato indirizzo web non deve essere raggiungibile, l’Isp territoriale si adeguerà e gli utenti di conseguenza non visualizzeranno la pagina.

ESCAMOTAGE – Per aggirare questo sistema di censura, la Eff (Electronic Frontier Foundation) che si occupa di proteggere i diritti nell’ambito digitale, ha finanziato lo sviluppo di un software Tor che permette di risolvere il problema, non ha costi per l’utente e i suoi codici sono disponibili pubblicamente. Questo applicativo consente al singolo utente di aggirare i filtri grazie a un sistema che si affida alla crittografia e alla collaborazione. Come detto i governi censori usano gli Isp per bloccare determinate navigazioni degli utenti. Gli Isp rispondono alle leggi del governo a cui sottostanno. Per raggiungere le informazioni censurate è quindi necessario uscire dalle rotte territoriali per affidarsi ad un Isp estero. Per farlo Tor si affida a un certo numero di nodi tra loro connessi (una rete peer-to-peer) sui quali la navigazione dell’utente controllato può viaggiare in modo anonimo, ossia attraverso una connessione crittografata. L’obiettivo è raggiungere un contenuto attraverso un percorso differente da quello stimato dal regime specifico. Non solo, Tor protegge sia il nodo di ingresso (quello del mittente) sia quello in uscita, ossia l’ultimo della catena che consegnerà la comunicazione all’Isp estero. In questo modo si mette al riparo da qualsiasi ripercussione tutta la rete dei soggetti coinvolti. Durante i giochi olimpici del 2008 a Pechino, alcuni giornalisti hanno utilizzato questo software per poter accedere liberamente all’informazione altrimenti censurata attraverso la chiave Usb Freedom Stick sviluppata dagli hacker tedeschi del gruppo Ccc.

IN ITALIA – In Italia va segnalata l’importante iniziativa di Peace Reporter che svolge il suo lavoro proprio in quelle zone del mondo dove la libertà di parola non è garantita. La protezione dell’anonimato è vitale nel discorso democratico. Consentire alle minoranze di nascondere le loro identità permette di esprimere critiche e visioni alternative. Pertanto, se la situazione pare scontata per i dissidenti iraniani, è così anche per gli omosessuali in Arabia Saudita, e gradualmente in tutti i posti in cui una minoranza è oppressa, il bisogno di informazione e scambio può essere garantito solo con la presenza di strumenti d’anonimato incensurabili. In collaborazione con il Progetto Winston Smith, Peace reporter offre servizi relativi alla riservatezza e all’anonimato delle comunicazioni su web. In particolare viene messo a disposizione degli utenti un pacchetto da scaricare gratuitamente che contiene Tor integrato a un browser per agevolarne l’uso. Infine l’impiego quotidiano di queste tecnologie anche per le navigazioni in regimi non censori aiuta a contrastare i fenomeni di sniffing, unitamente ad altri applicativi consente anche di sfuggire alla profilazione e quindi a rendere meglio protetta la nostra vita digitale.

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