Inviato il 25-09-2008
Archiviato in (google, Internet, Novità, ricerca, tecnologia, web) da Francesco

Google lancia il piano di connessione a basso costo a larga banda per l’Africa e i paesi emergenti. Sedici satelliti per i tre miliardi di persone oggi senza Rete.

La rivoluzione di Internet che ha cambiato molte cose nella nostra vita quotidiana è ancora lontana dall’essere completata. Soprattutto per le difficoltà naturali a connettere diverse regioni della Terra. Bill Gates negli anni Novanta aveva tentato di superare gli ostacoli con un progetto spaziale che poi rimise nel cassetto per varie ragioni. Ora i tempi sono cambiati e quel sogno non solo è rinato ma si sta realizzando.

Nei giorni scorsi Google assieme a Liberty Global, una compagnia internazionale per la tv via cavo, e alla banca HSBC hanno ordinato la costruzione di 16 satelliti a Thales Alenia Space per creare la prima costellazione dedicata a Internet via satellite a basso costo. Insieme, sono entrate nella società che gestisce l’operazione e significativamente battezzata «O3b Networks» dove O3b significa «Other 3 billions», cioè gli altri tre miliardi di abitanti del pianeta che ancora non riescono a collegarsi o si connettono male, a Internet. La nuova costellazione nasce appunto per loro. Infatti la mappa preferenziale della copertura dei satelliti mostra una fascia della Terra tra i 45 gradi di latitudine Nord e i 45 gradi di latitudine sud nella quale si trovano l’Africa e l’America meridionale, oltre al Paesi Mediorientali, all’India, alla Cina e all’Australia, territori immensi solo in parte o difficilmente collegati, e tutti caratterizzati da grande crescita economica. Il costo dell’operazione messa in atto da Greg Wyler, un giovane imprenditore in campo tecnologico, è previsto in 750 milioni di dollari, ma al di là dei tre protagonisti iniziali già si stanno facendo avanti altri interessati a condividere l’ambizioso progetto che punta a tagliare i costi di Internet del 95 %.

«I 16 satelliti in orbita a ottomila chilometri di altezza — spiega Luigi Pasquali, amministratore delegato di Thales Alenia Space — consentiranno di trasferire informazione con tecnologia IP, che è il linguaggio comune in grado di far parlare assieme differenti tipi di reti, e quindi di creare un collegamento globale omogeneo senza lunghe attese pure in quelle località dove oggi Internet non arriva e dove installare connessioni terrestri costerebbe una follia».

I satelliti lavoreranno ad una frequenza elevata, in banda Ka, cioè la banda larga, per garantire ogni esigenza della multimedialità. L’anno scorso anche Eutelsat, la società europea delle telecomunicazioni spaziali, e Viasat avevano annunciato la realizzazione, attualmente in corso, ciascuna di un satellite per aprire i collegamenti nella stessa banda larga e guardando a Internet. Che differenza c’è tra i due piani? «Innanzitutto nella tecnologia —risponde Pasquali —. Il satellite di Eutelsat è unico e in orbita geostazionaria all’Equatore e quindi ha una copertura fissa limitata in quanto vede soltanto una parte della Terra, notoriamente l’Europa. In secondo luogo i satelliti di Eutelsat e di Viasat permettono solo l’accesso mentre la costellazione “O3b” effettua oltre l’accesso anche il trasporto del segnale fino a destinazione, al terminale finale. Se il sistema risponderà bene nel mercato è in previsione un possibile raddoppio della costellazione».

I primi satelliti della «O3b» (la società ha sede sull’isola di Jersey nel canale della Manica) partiranno nel 2010 e intanto le frequenze per poterle utilizzare sono state ipotecate, come necessario, all’International Telecomunications Union. «I sogni di ieri — diceva Robert Goddard pioniere americano dello spazio — sono la realtà di domani».

Commenti chiusi.